Stage e incontri mirati a sviluppare le capacità dei danzatori, ma anche rivolti alle persone che, non praticando danza, vorrebbero iniziare un percorso formativo senza troppo impegno. Una dancing in flow adatta a ogni livello e per ogni tipo di danza.

La danza intesa come libertà di espressione senza il vincolo di imparare, almeno nei primi incontri, passi, movimenti e combo prefissati. L’idea è quella di un approccio dolce e senza schemi rigidi: fare movimenti semplici e naturali che non necessitano un’esperienza pluriennale nella danza. Un modo nuovo per imparare senza l’ansia di saper fare già da subito.

Noor e Amal, dell’Associazione Jalilah, hanno ideato questo metodo innovativo pensando alle difficoltà che ogni allieva incontra durante le prime fasi dell’apprendimento, ma anche chi è digiuno da tale disciplina ma vorrebbe partecipare a danzare nel flusso della musica. Danzare senza troppo pensare, prendere coscienza dei propri limiti e cercare di superarli attraverso la consapevolezza delle proprie capacità.

L’idea parte dalla dancing in flow propria dell’ ATS che ha come scopo finale danzare nel flusso della musica suddividendo una parte di riscaldamento mirato alla parti del corpo che verranno utilizzate e a una parte dedicata esclusivamente a danzare sulla musica senza interruzioni. Questi stage e incontri mirati non vogliono essere una scorciatoia o un’alternativa al corso di danza. Sono un mezzo per chi non hanno alcuna esperienza e una forma di allenamento per chi, invece, ha esperienza e segue dei corsi con assiduità.

“Ballare significa confrontarsi con se stessi. È l’arte dell’onestà. Si è completamente allo scoperto quando si balla. La propria salute fisica è allo scoperto, la propria autostima è allo scoperto. La propria salute psichica è allo scoperto, è impossibile ballare senza essere se stessi. Quando si balla si dice la verità. Se si mente, ci si fa male.”

Danza orientaleShirley Maclaine